Diventare wedding planner

Diventare wedding planner

Buongiorno Amiche del blog,
qualche tempo fa avevo iniziato una rubrica, su queste pagine virtuali, dedicata a tutti coloro che vogliono diventare wedding planner, il primo post era questo.
Mi ero ripromessa di aggiornarla di frequente illustrando tutte le doti, le dotazioni e le competenze che un wedding planner dovrebbe avere, non quelle più intuitive come l’empatia e il buon gusto, ma quelle cui si pensa meno di primo acchito, ma che sono utilissime per chi voglia svolgere questo mestiere.

Poi, per mancanza di tempo, quella rubrica è stata trascurata, anche se di tanto in tanto ho condiviso con voi riflessioni sui corsi per wp oppure spunti generici sulla professione come ho fatto qui.

Ora, visto che come ho scritto la scorsa settimana ricevo moltissimi curricula di persone che vorrebbero lavorare con me e per me, ma ricevo anche moltissime richieste di consigli, spunti, pareri da parte di persone che vorrebbero diventare wedding planner  in  città e regioni diverse dalla mia e non sanno da dove iniziare, ho deciso, dopo aver pubblicato il post sui CV, di scriverne un altro con i consigli per aspiranti wedding planner.

Innanzitutto, nella maggior parte dei casi, mi scrivete senza dirmi nulla di voi, dei vostri studi, del vostro background, delle esperienze lavorative pregresse…come posso esservi utile?
A mio avviso una laurea in materie umanistiche o una laurea in architettura, sono le basi migliori per svolgere questo lavoro. Intendiamoci, non è indispensabile essere laureati per essere un buon wedding planner, però di certo aiuta.

preparazione, accurata, di un tableau mariage con escort card

preparazione, accurata, di un tableau mariage con escort card

Per le esperienze di lavoro, invece, sono utili tutte le esperienze a contatto con il pubblico, meglio se di livello medio-alto, cioè la cassiera è sì un lavoro a contatto con il pubblico, ma non lo vedo benissimo come background formativo per un wedding planner.
Attività di ufficio stampa e organizzazione eventi sono certamente le esperienze più utili per diventare bravi wp.

Non bisogna mai dimenticare che un wedding planner è anche un libero professionista e/o un piccolo imprenditore…e qui si potrebbe scrivere un libro intero a riguardo!! Non voglio tediarvi e vi dirò ciò che per me è essenziale.
Competenze in fatto di business plan e social marketing sono indispensabili per chi voglia cominciare questa professione (e molte altre, in verità!)…certamente se si ha un bel capitale da investire perchè un’agenzia specializzata e fidata svolga per conto vostro queste attività siete molto fortunate e potete partire senza esitazioni, tuttavia se non è questo il caso dovrete passare un bel po’ di tempo a studiare questi argomenti.

Avere dimestichezza con l’inglese è essenziale per un wedding planner, soprattutto se vivete e lavorate in certe zone d’Italia (la Toscana, la Liguria, Venezia…) viste come mete ambite per matrimoni dagli stranieri.
E anche se non avete intenzione di trattare con gli stranieri, tenete presente che la maggior parte dei blog e dei testi che vi troverete ad affrontare sono scritti in inglese.

Idem per le conoscenze informatiche: più ne avete, più sarete agevolati.

wedding planner rifinisce l'allestimento di un candy corner

wedding planner rifinisce l’allestimento di un candy corner

Se vi piace scrivere e se lo fate discretamente, a mio avviso, avrete un altro punto prezioso a vostro favore.
Il blog ed i post su facebook, come quelli che io scrivo qui, sono utili per farvi conoscere e far scoprire come la pensate e come lavorate.

Un’altra delle cose che spesso mi chiedete è se l’attività funzionerà nella vostra città.
Bè, io non posso saperlo!
Quando mi sono trasferita a Piacenza, dove ho vissuto per 5 anni, sapendo che c’era soltanto un altro collega, ho creduto di poter sfondare!
Mi sbagliavo! E parecchio!
La città non era pronta per accogliere questa figura. Alla prima fiera che feci come espositore mi chiedevano se il wedding planner era qualcosa da mangiare (fa ridere ma non è una battuta!).
Ora, certamente le cose sono cambiate, ma io, negli anni piacentini, ho continuato ad avere più clienti a Milano che dove vivevo.
Per fortuna, essendo io originaria di Milano, avevo degli appoggi che mi consentivano di lavorare senza troppoe difficoltà e conoscenze che mi permettevano di gestire agevolmente le due realtà in cui operavo, ma non tutti hanno questa fortuna!

Quindi, io credo che un’attenta analisi del mercato in cui si vuole aprire la propria agenzia di wedding planning sia indispensabile. Quante agenzie sono presenti sul territorio? Quanti matrimoni si svolgono ogni anno nella provincia? Quante coppie si affidano ad un wedding planner?
Se avete modo cercate di incontrare il titolare di un’agenzia, seguitelo su facebook per vedere se e quanto lavora.
Pensate ad una strategia di marketing per differenziarvi dalle altre agenzie presenti.
Se nascete per ultimi, dove ci sono realtà già consolidate, vi dovrete distinguere e rendere unici, diversamente rischierete di chiudre dopo poco.

In questa professione l’esperienza conta molto. Aiuta a mantenere la calma, a compiere i passi giusti, a darsi dei tempi…se non avete nessuna esperienza  nell’organizzazione di eventi per terzi (non la festa di compleanno del vostro bambino o il vostro matrimonio, quelli non valgono perchè non rendete conto a nessuno se non a voi stessi!) rischiate di essere in grossa difficoltà e anche di fare grossi danni.
Il mio consiglio, per chi si trova a dover fronteggiare la prima organizzazione intera di matrimonio, è quello di essere sinceri con i clienti, avvisarli e, con il loro consenso, appoggiarsi ad un’agenzia di maggiore esperienza che faccia da supervisiore al vostro lavoro.

Non abbiate timore di chiedere a chi ha più esperienza di voi. Ma chiedete qualcosa di mirato!
Finchè mi scrivete solo dicendo “vorrei fare il tuo lavoro che penso di essere proprio portata, dammi consigli”, cosa vi posso rispondere?!?!

E prima di aprire un’agenzia, accertatevi di sapere cosa significhi essere un wp.
Nella scorsa stagione ho proposto ad alcune persone che mi inviavano il CV di lavorare con uno dei catering con cui sono solita collaborare, certo non è la stessa cosa, ma è pur sempre una parte vicina al mio lavoro visto che il catering è il fornitore che mi supporta nelle attività di ricerca/scelta/definizione/coordinamento dei materiali per gran parte degli allestimenti, oltre che per il cibo. Questa ragazza è stata portata ad un “mio” matrimonio dove le sono stati affidati pochi, precisi compiti di supervisione del lavoro di cucina…bè quella ragazza è rimasta delusa, ha detto che era molto faticoso e che lei voleva fare la wedding planner, non il catering!
Ora, le era stata offerta la possibilità di collaborare al dietro le quinte di un vero matrimonio, certo, magari in un ruolo che non era quello che aveva immaginato, ma essere un wp significa anche essere disposti a svolgere qualsiasi mansione sia necessaria per l’ottima riuscita dell’evento…e sempre sorridendo! Sappiatelo prima di dire che volete fare il wedding planner 😉

wedding planner appunta la boutonniére all'occhiello di Alessandro lo sposo

wedding planner appunta la boutonniére all’occhiello di Alessandro lo sposo

Dirò una cosa in più. L’ultima, prometto!
Io, in questo momento storico ed economico io non aprirei un’agenzia di wedding planning.
Quando decisi di intraprendere questo lavoro era il 2006 e, anche a Milano, le agenzie erano davvero poche. Ora come ora io non aprirei.
Ma credetemi, non lo dico perchè temo la concorrenza e non voglio che nascano altre agenzie (ve lo assicuro!), bensì perchè in Italia il numero delle agenzie è cresciuto del 75% in 5 anni, mentre il budget medio per matrimonio è sceso a 25.000 euro, come ha detto Stefania Arrigoni, presidente dell’Associazione Wedding Planner AWP su Vanity Fair.

Per essere una wedding planner bisogna organizzare matrimoni, senza se e senza ma.
Se avete un logo, un’idea, un sito internet e una partita IVA ma non avete clienti, non siete wedding planner! Scusate la franchezza, ma io la vedo così!

Detto tutto questo, se volete un parere sincero e professionale sull’argomento, io vi consiglio di contattare Silvia Bargagni di Magnolia che offre un servizio di mentoring nato per aiutare il percorso di aspiranti wedding planner o agenzie nate da poco. Lei, con la sua franchezza tutta toscana, e la sua sincerità vi potrà dare i giusti consigli.
Io sono solo una wedding planner che ha scelto di non occuparsi di formazione ma che desidera seguire i suoi clienti e realizzare al meglio i loro sogni.
Prometto che, almeno per un po’, non tornerò sull’argomento 😉

Ma voi tutti che volete fare questo lavoro, sapete davvero cosa vuol dire essere un wedding planner?

Ilaria

 

53 Comments

  1. Stefania ha detto:

    Sante parole!!!

    Stefania
    Ideeventi

  2. silviamagnolia ha detto:

    eh vabbè dopo tutto questo po’po’ di arsenale non c’è certo bisogno di venire da me a chiedere niente ahahah. Ma grazieeee della citazione, sono onorata perchè quando una valida collega parla di me, mi sembra di aver fatto qualcosa di buono sul serio ^_^ .
    Denghiu tesoro, fin troppo buona
    Silvia

  3. silviamagnolia ha detto:

    però aggiungo due cose se posso:
    1- non è fattore territoriale, ma solo il capire che tipo di servizio è più consono per la mentalità del posto dove si risiede, dopo tanti anni e dopo tante persone aiutate mi sento di tranquillizzare tutti . Un buono studio del mercato è un’ottima partenza , ma nella direzione di capire la mentalità e quello di cui hanno bisogno e anche la provincia più difficile ha delle richieste , dobbiamo solo renderci più elastici noi per confrontarci con la diversità di target
    2- tu parli di budget che sono scesi a 25.000 euro…ma amore mioooo..magari io avessi budget medi da 25.000 , i medi miei sono 15.000 purtroppo. Quello poco importa, ogni target ha un suo servizio dedicato di planning , quindi anche su questo non ci sono problemi

    I tempi matureranno per una ripresa, ma nel frattempo a chiunque legga il tuo bel posto dico di non preoccuparsi perchè c’è molto da fare e io riaprirei cento volte perchè c’è molto da fare e molte soddisfazioni da raggiungere

    Basta vado..altrimenti mi mandi a quel paese 😛

    • ilaria ha detto:

      “budget scesi a 25.000 euro” fa parte della frase citata da Stefania Arrigoni su Vanity insieme agli altri dati.
      Sai bene che ti rispetto troppo Silvia per mandarti a quel paese! ci mancherebbe!

  4. Claudia ha detto:

    Ciao Ilaria, grazie di aver sollevato l’argomento, mai troppo dibattuto 🙂
    Non ho capito però perchè dici che un wedding planner è ANCHE un libero professionista e/o un piccolo imprenditore. Che altro è secondo te? 🙂
    Io comunque personalmente non la vedo così nera, hai fatto un elenco di competenze per cui ci vorrebbe un esercito di persone e scoraggerebbe chiunque, ma non ha citato delle qualità che secondo me sono importantissime: la voglia di imparare, di darsi da fare, l’umiltà di mettersi in discussione ogni giorno e di ascoltare veramente le coppie per fornirgli il servizio di cui hanno effettivamente bisogno. Il resto, con la giusta formazione e facendo esperienza con onestà e coraggio si impara!
    Forse i budget si sono effettivamente ridotti e le richieste sono diverse rispetto a qualche anno fa, ma l’imprenditoria è anche questo: adattarsi al mercato. Con il giusto atteggiamento secondo me c’è lavoro per tutti e con i giusti accorgimenti con 25000 euro (anche meno) hai voglia quante cose si possono fare!

    Un abbraccio

    • ilaria ha detto:

      Eh sì Claudia, ho una stima molto alta del nostro lavoro e penso che per svolgerlo al meglio ci vogliano tante, tantissime competenze, anche più di quelle che ho elencato 😉
      Quando dico che un wp è ANCHE un libero professionista voglio dire che il WP è un regista, un creativo, un pragmatico, un economista, un informatico e ANCHE un libero professionista/imprenditore, cioè non basta essere un bravissimo creativo se poi non si sa “vendere” il proprio prodotto o servizio che sia, ecco cosa intendevo con “anche”, mi scuso se non era chiaro.
      Poi, ribadisco, i 25.000 euro non sono un numero fornito da me, so anch’io che i matrimoni si possono fare con meno…e con di più 😉

  5. La Pink ha detto:

    Ciao Ilaria, la nostra collega Claudia ha espresso chiaramente anche il mio pensiero, che è proprio identico al suo!

    Sicuramente il mercato è cambiato, ma la vera forza sta nell’adeguarsi alle richieste che ti fanno e ad avere la voglia e la forza di rinnovarsi e seguire “Il trend”.

    Le competenze che hai detto sono sicuramente interessanti, ma non sono le uniche e non sono tassative. Io non sono laureata, ho lavorato sia nell’organizzazione eventi che in uno studio legale, ed entrambe le esperienze, quando ho aperto la mia agenzia, mi sono servite in egual misura.
    E pur essendo di Milano… di tutti i matrimoni che ho organizzato, solo una era in città… molti, invece, sono stati fatti in quelle province che tu dici “non essere pronte”.

    Stranezze?

    Buon lavoro,
    Claudia

    • ilaria ha detto:

      Grazie Claudia per il tuo intervento, sono sempre lieta degli scambi come quello nato oggi.
      Lungi da me credere di aver fornito tutte le competenze del bravo WP, ci mancherebbe!
      Non so se ci siamo intese, invece, sulla questione dei matrimoni a Milano o fuori Milano, io intendevo matrimoni di milanesi (e tutta la provincia) VS. matrimoni di piacentini (e tutta la provincia): i piacentini, per esempio, faticavano di più ad incaricarmi, poi che i matrimoni di milanesi molto spesso si svolgano in provincia, è fuori di dubbio anche per me 😉

  6. La Pink ha detto:

    Ciao Ilaria, la nostra collega Claudia ha espresso chiaramente anche il mio pensiero, che è proprio identico al suo!

    Sicuramente il mercato è cambiato, ma la vera forza sta nell’adeguarsi alle richieste che ti fanno e ad avere la voglia e la forza di rinnovarsi e seguire “Il trend”.

    Le competenze che hai detto sono sicuramente interessanti, ma non sono le uniche e non sono tassative. Io non sono laureata, ho lavorato sia nell’organizzazione eventi che in uno studio legale, ed entrambe le esperienze, quando ho aperto la mia agenzia, mi sono servite in egual misura.
    E pur essendo di Milano… di tutti i matrimoni che ho organizzato, solo una era in città… molti, invece, sono stati fatti in quelle province che tu dici “non essere pronte”.

    Stranezze?

    Buon lavoro,
    Claudia

  7. La Pink ha detto:

    Ciao Ilaria, la nostra collega Claudia ha espresso chiaramente anche il mio pensiero, che è proprio identico al suo!

    Sicuramente il mercato è cambiato, ma la vera forza sta nell’adeguarsi alle richieste che ti fanno e ad avere la voglia e la forza di rinnovarsi e seguire “Il trend”.

    Le competenze che hai detto sono sicuramente interessanti, ma non sono le uniche e non sono tassative. Io non sono laureata, ho lavorato sia nell’organizzazione eventi che in uno studio legale, ed entrambe le esperienze, quando ho aperto la mia agenzia, mi sono servite in egual misura.
    E pur essendo di Milano… di tutti i matrimoni che ho organizzato, solo una era in città… molti, invece, sono stati fatti in quelle province che tu dici “non essere pronte”.

    Stranezze?

    Buon lavoro,
    Claudia

  8. Sottoscrivo interamente il contenuto del post. Aggiungo un po’ di matematica spicciola.

    Postuliamo che per mantenersi, una persona debba guadagnare circa 800 euro netti al mese? (conosco ragazzi che insorgerebbero dicendo che non sono sufficienti per vivere, ma siamo ottimisti!) Fanno 9.600 euro NETTI all’anno. Il che significa (con un’imposizione fiscale REALE circa del 50%) che per vivere bisognerebbe fatturare almeno 19.000 euro l’anno (approssimo per difetto così non vi spaventate). Poi ci sono le spese. Ipotizziamo di essere molto parsimoniose e oculate e di riuscire a cavarcela (tra utenze, spese di trasporti, ricerche, materiali) con circa 150 euro al mese. Fanno altri 1.800 euro, che per essere assorbiti portano il nostro fatturato minimo di sopravvivenza a circa 21.000 euro l’anno.

    E adesso parliamo di fattibilità. Per un matrimonio con 15.000 euro di budget complessivo, difficilmente riusciremo a richiedere un compenso di molto superiore ai 1.000 euro. Facciamo che sappiamo venderci bene e gli sposi saranno disposti a riconoscerci 1.500 euro. Lavoriamo da sole (perché abbiamo appena cominciato, e prendere un’assistente senza pagarla è scorretto, oltre che porre problemi di sicurezza sul lavoro e legalità) e se siamo fortunate non abbiamo figli da accudire, quindi diciamo che riusciamo a seguire fino a 10 matrimoni a servizio completo in un anno. Fatturiamo quindi circa 15.000 euro. Ne mancano 6.000 per mantenerci. Ci infiliamo una decina di consulenze via Skype? A 50 euro l’una, che è un prezzo onesto. Altri 500 euro guadagnati. Facciamo che ci ingaggiano anche per 5 coordinamenti e ci facciamo pagare 600 euro l’uno. Altri 3.000 euro. Ancora non abbiamo raggiunto il fatturato minimo di sopravvivenza (pur avendo fatto 15 matrimoni!) ma abbiamo lavorato per mesi. Sostenuto spese di rappresentanza, pagato tutte le tasse. Possiamo aggiungere una miriade di piccoli servizi flessibili, ma per fare l’incasso di un matrimonio dovremo lavorare almeno dieci volte tanto, e se la fatica non ci spaventa certo le giornate rimangono pur sempre di 24 ore.

    Ah, e nel frattempo le statistiche ISTAT (consultabili da tutti e abbastanza attendibili) parlano di calo a due cifre di anno in anno dei matrimoni celebrati in Italia (NONOSTANTE aumentino quelli degli stranieri).

    Perdonatemi, ma andando oltre la filosofia e le belle aspirazioni, in un mercato competitivo, in condizioni di difficoltà economica (l’Italia è l’unico paese europeo ancora in recessione tecnica conclamata), se l’obiettivo è mantenersi con un mestiere onesto, diventare wedding planner in questo momento non è proprio la scelta più arguta che si potrebbe fare 😉

  9. silviamagnolia ha detto:

    Secondo me fare conti così precisi non è utile a nessuno (e dico nel senso che ovvio che se si pensa a quanto devo guadagnare non parto assolutamente, ma infondo è come comprare casa, se ci pensi troppo non lo fai,come fare un figlio se ci pensi troppo non lo fai , secondo me le cose belle nella vita vanno rischiate ) , si sa’ che per campare c’è da guadagnare , ma se io ho potuto fatturare più di 30.000 credimi vuol dire che lo possono fare tutti con la giusta formazione, giusta voglia di fare e giusta imprenditorialità. Non vorrei scoraggiare chi è aspirante, perchè anche se il periodo è di crisi , c’è comunque lavoro.
    Saranno anche in calo le coppie che si sposano ok, ma consideriamo che per noi il target non è mai stato il 100% delle coppie italiane e questo per la nostra non elasticità di proporsi anche per servizi minori e più dettagliati , sicuramente i cali non aiutano, ma c’è possibilità di lavorare anche abbastanza serenamente. Se chi non lavora bene perchè manca lavoro iniziasse ad avere elasticità nei servizi aumenterebbe il suo mercato di riferimento perchè di coppie che vogliono la wp dalla a alla z ovvio che ce ne sono poche, siamo in Italia non si può fare finta di non avere italiani attorno con tutta la loro tradizione familiare e la loro voglia di “aggeggiare”

    Poi sai io credo che da parte nostra che stiamo già lavorando da anni, ci debba essere sì la chiarezza di come la pensiamo per carità , ma anche la mano tesa per aiutare chi sta iniziando , perchè un mercato che non ha nuove leve è un mercato che si ferma invariabilmente.

    Troppe chiusure, troppe invidie e troppe paure ci stanno facendo implodere e non parlo di me te o Ilaria, ma molto più in generale.

    Però dico una cosa ad Ilaira: far vedere delle foto dove sistemi la confettata non è “passare il messaggio” di cosa fa una wedding planner dai. Non è quello il nostro lavoro, io posso anche arrivare a farlo , nei limiti della mia manualità pessima, ma chiedo una quota di extra in più perchè è un lavoro che mi porta via del tempo al mio lavoro di coordinamento. Credo che dovremmo iniziare a dare una direzione alle aspiranti, altrimenti possiamo continuare a lamentarci per millenni che ci chiamano dicendo “mi sono divertita tanto a fare il mio o quello di mia sorella” , vedere la parte estetica/design è la cosa più bella infondo no? è la cosa che più attira gli occhietti a cuoricino delle ragazze che poi credono di essere innamorate del mondo dei wedding planner

    Lo penserebbero ancora a vedere una foto mia chinata sulla scrivania nella stessa posizione per 10 ore di fila per organizzare matrimoni?

    • ilaria ha detto:

      Silvia, grazie mille per i tuoi interventi, anche perché ti ho citata direttamente e sai che ti reputo un imprenditore illuminato per la scelta che hai fatto di estendere la tua attività al mentoring.
      Tuttavia credo che i conti che ci ha portato Barbara possano essere davvero utili a chi si stia chiedendo se e come iniziare e penso anche che un’opinione sincera, data a chi chiede a noi un parere, possa solo che far bene e non significhi non tendere una mano.
      Quando ero piccola amavo guardare Perry Mason e volevo fare l’avvocato penalista…quando ho capito che quella era una vita romanzata, realistica ma non reale, ho ben presto cambiato idea!
      Ora, ho messo anche una foto di me che stiro…l’ho fatto in modo autoironico, non significa che io passi i giorni dei matrimoni che organizzo a stirare tovaglie…però sì, mi è capitato!
      Perché per me il risultato dell’evento è essenziale e se il raggiungimento di tale risultato passa per il fatto che io stiri o che rifinisca la confettata o che stia mezz’ora in bagno con la sposa in preda a una crisi di nervi, io lo faccio!

      Parli di chiusure, invidie, paure, ma io sinceramente non percepisco questo nel nostro ambiente. Io ho delle colleghe-amiche con cui mi confronto, scambio opinioni, ho rapporti divertenti e costruttivi; e mi è anche capitato, nel mio piccolo, di “aiutare” qualcuno che volesse aprire nuove agenzie, però ho sempre scelto di donare il mio tempo ed i miei consigli, gratuitamente ben inteso, a persone non solo motivate, ma con basi solide di personalità ed esperienze professionali di livello.
      Il mio messaggio non vuole essere “volete fare le WP, scordatevelo! Il mercato è già occupato!” bensì siate consapevoli di ciò cui andrete incontro, soprattutto se decidete di aprire in questo Paese e in questo momento.

  10. Ehm. Il conto economico fa parte del business plan. È quella parte che i comuni mortali (che non hanno capitali da parte) portano in banca per chiedere l’apertura di una linea di credito. Se vai in banca dicendo ‘mi butto’, ti offrono il trampolino, ma niente soldi 😉
    Senza conto economico non c’è idea d’impresa, molto semplicemente.
    Non so, forse proprio il fatto di avere figli (che se non guadagno non mangiano) mi rende più pragmatica. Mi piace pensare che agli sposi serva anche questo. Come non dico a loro “si può fare tutto” ma “si può fare questo e questo, rinunciando a qualcosa” ritengo sia più serio da parte mia spiegare la situazione come è, non come potrebbe essere se si incrociano tutte le stelle giuste, il talento unico, le opportunità preziose.
    Silvia, mi spiace se interpreti il mio atteggiamento come chiuso, timoroso e invidioso, sapendo quanta disponibilità dimostro sempre senza chiedere nulla in cambio a chi me la chiede, e quanto mi sia battuta per cambiare le cose (anche se senza pubblicizzarlo e in tempi non sospetti). Ma qualsiasi sia l’immagine che dire quello che penso trasmette di me, le mie convinzioni non cambiano 🙂 E flessibilità vuol dire anche riconoscere che esistono punti di vista diversi 😉

  11. silviamagnolia ha detto:

    sì ma io non ho mai aperto una linea di credito con nessuna banca all’inizio e ritengo che fino ad un certo punto si possa fare anche senza investimenti e finanziamenti credimi. certo che c’è un business plan da fare, ma bisogna stare attenti Barbara a dare cifre online perchè chi legge pensa che sia applicabile anche alla sua situazine quando magari invece ha conteggi diversi sia in difetto che in aumento , giusto questo dico. Che poi qualsiasi cifra spaventi ok, ma proprio per questo non vorrei che noi che infondo lavoriamo passassimo il messaggio del “ma chi ve lo fa fare tanto non si guadagna niente”
    E quindi noi perchè lo facciamo scusa ? Barbara tu lo fai perchè non guadagni niente? io no altrimenti non avrei mai riaperto e neanche quando ho chiuso è stato perchè non lavoravo. Come ci permettiamo di dire a loro cosa sarebbe meglio fare? Ma perchè ci intromettiamo nel loro destino e per di più affondandole?
    ( e continuo a parlare in plurale per dire le wp)

    No no non è il tuo atteggimento chiuso eh Barbara noi due ci conosciamo e stimiamo, non è personale con te, sto parlando in generale. Magari Ilaria come me e te rispondiamo alle loro richieste , ma per noi che rispondiamo ci sono altre 100 che cestinano la cosa e via..questo intendo come chiuso

    • ilaria ha detto:

      Silvia, io mi “permetto” di dire alle aspiranti WP cosa sarebbe meglio fare soltanto perché me lo chiedono!
      perché quando ricevo 10 -dieci- richieste in una settimana di ragazze che mi chiedono come fare a diventare WP, mi viene spontaneo scrivere un post su questo blog.
      Perché se tu hai scelto di affiancare il mentoring alla tua attività di WP, né Barbara né io l’abbiamo scelto e probabilmente nemmeno le altre 100 colleghe che cestinano le richieste, quindi se a volte posso avere tempo e intravvedere delle potenzialità in chi mi scrive e quindi decidere di dare delle risposte più articolate, altre volte per mancanza di tempo o solo perché scelgo di stare sul divano con mio marito, a me un po’ passa la voglia di rispondere a domande generiche.
      Per te è diverso, tu lo fai per lavoro!

      Non mi sogno nemmeno di dire che facendo il WP non ci si guadagni niente, se no certo non continuerei.
      E’ un lavoro, se non si guadagna è un hobby o una passione.
      Consiglio solo di fare due conti prima di pensare che sia un lavoro facile e di facili guadagni 😉

  12. Chiara ha detto:

    Ciao,
    leggo e rileggo e…di pancia mi verrebbe da rispondere: “Scusate ma se davvero è così impervia la strada x diventare una brava Wp perchè si continuano ad indire corsi & Co per fantomatiche formazioni? Perchè,x l’accesso ad essi non è prevista una selezione? Eh no…li van bene tutte,perchè fa molto Business!
    E poi,se davvero il futuro è così arduo,complicato,pieno di ritmi scanditi dal sacrificio…mi viene da chiedervi “Perchè continuate a farlo questo lavoro,se non vi porta soddisfazione e si è nel web ad affermare che è un lavoro da schifo,che non ci sarà posto per altre colleghe?”
    Non sono una Wp ma in questo post non traspare per niente il senso della passione per le cose che si compiono…
    Credo che molte non sanno cosa sia essere Wp perchè è sbagliato il messaggio che traspare a monte;
    Si rappresentano le wp dietro pizzi fiocchi e merletti e poi decantiamo la laurea in umanistica…
    In giro c’è tanta confusione ma non dipende dalle aspiranti…
    Grazie per la possibilità che dai di informarci.
    Chiara

    • ilaria ha detto:

      Ciao Chiara,
      vado con ordine perché hai sollevato diversi punti.
      Sì, i corsi sono tenuti per business perché chi fa corsi, in genere, salvo rare eccezioni, non ha interesse a dire quanto sia difficile né ad insegnare tutto, ma proprio tutto ciò che sta dietro a questo lavoro. E talvolta organizzare corsi è un modo in più per far quadrare dei conti che, diversamente, non tornerebbero!
      Io non ho mai detto che il mio lavoro mi fa schifo, ci mancherebbe! e mi suona strano tu dica che non traspare passione per ciò che faccio perché in genere chi mi legge dice il contrario. io metto grande passione in ciò che faccio, ed è per questo che tanto mi irrito con chi si improvvisa e chi sottovaluta questa professione.
      Per scelta, in questo è un blog racconto ciò che mi accade, presento i matrimoni che seguo, certo non sto a tediare la gente con le ore di ricerca che svolgo o gli aggiornamenti che faccio o raccontando di come cerco di far quadrare i conti…anche perché penso non interessi a nessuno e certo non agli sposi che si rivolgono a me per dei servizi.
      Quello del wp è un lavoro “giovane” che ha tanta strada da fare per affermarsi, prometto di fare presto un post elencandone i lati positivi, così da fornire un’informazione sempre più corretta!
      Grazie, Ilaria

  13. Io continuo a farlo perché:
    1. mi piace e mi dà grandi soddisfazioni
    2. ancora lavoro
    3. ho fatto investimenti a cui dare un senso

    Ma, ribadisco, qui si parla di risposte oneste alla domanda “cosa mi consigli?”. E se mi permettete la risposta è soggettiva e personale. Senza mai aver detto (né io né Ilaria) che il lavoro faccia schifo, che sia una valle di lacrime, responsabilmente quando ci fanno domande facciamo un esame di coscienza e ci chiediamo: “se non fossimo già in ballo, lo rifaremmo?” E diamo la risposta per noi più onesta. Che è sicuramente diversa da quella di Enzo Miccio e di chiunque venda corsi, ovvio 😉

    Comunque, scusate, viviamo o no in un Paese reale? C’è una condizione imprenditoriale italiana oggettiva (al di là del mercato)? Non so, sarà che ascolto Radio24 ogni giorno e sento le storie di tantissimi imprenditori (nel settore dei servizi, oltre di quello della manifattura) che pur amando il loro lavoro dicono “con le condizioni attuali non avrei mai aperto un’impresa”, ma non mi sembra che la mia opinione e quella di Ilaria siano così pessimiste e meschine o demotivanti. Oltretutto, come tutto quello che ciascuno di noi dice o scrive, prima di giudicarci bisognerebbe magari leggere tutto un blog, conoscerci un po’. Se una volta all’anno, tra descrizioni dettagliate di cosa facciamo e di quanto ci piace, infiliamo un post che suona un po’ meno entusiastico non mi sembra che questo faccia di noi delle lamentose pessimiste 😉

    Ciascuno dovrebbe essere libero di esprimere opinioni, quando sono richieste, no?

    • ilaria ha detto:

      “risposte oneste alla domanda “cosa mi consigli?”” Ti ringrazio per aver riportato l’attenzione sul punto.
      un’opinione personale a una domanda super generica!

  14. Tiziana ha detto:

    Sono un aspirante WP e vorrei contribuire alla discussione con il mio punto di vista. Onestamente penso che ci sia tanta confusione a partire dall’ inquadramento fino a cosa fa e cosa non fa il WP.
    Libero professionista (contributi alla gestione separata) oppure impresa individuale contributi alla gestione commercianti che sono 3000 euro l anno sia se lavori sia che no, ma questo ai corsi nessuno te lo dice. La camera di commercio di Milano dice che il WP è un libero professionista che fa consulenza, qualora facesse da intermediario deve aprire un agenzia di affari ncc ecc ecc. Ma non voglio dilungarmi sull aspetto fiscale anche se mi tocca molto. Cosa fa il wp? Organizza e fa consulenza e basta? Oppure allestisce? E i vari corsi di floral design allestimenti e mise en place?
    Parliamo dei corsi, ho conosciuto ragazze aspiranti WP che hanno fatto corsi “rinomati” (nessuno è riconosciuto quindi non importa) dove erano convinte di avere facili guadagni da fantomatiche provvigioni o richiedendo consulenze a prezzi stellari! Ed io senza parole.. Questa è la realtà che incontra chi è aspirante.
    Io proseguo sulla mia strada e non voglio mollare, sto investendo su una adeguata formazione, non mi aspetto il paese delle meraviglie, ne sarò incosciente da aprire un agenzia adesso con questa pressione fiscale. Spero di poter scrivere sul mio blog tra qualche anno dicendo che ce l ho fatta.
    Scusate la lunghezza un saluto a tutte.

    • ilaria ha detto:

      Grazie mille Tiziana per il tuo intervento prezioso! Vedi, secondo me questo è un approccio molto maturo di affrontare la questione! Accipicchia se lo è!
      Come dicevo sopra, quella del WP è una professione “giovane” e molto spesso nemmeno i professionisti (avvocati, commercialisti) che ci dovrebbero affiancare hanno le idee chiare su cosa dobbiamo o non dobbiamo fare, su come dobbiamo essere inquadrati.
      Anche da qui la grande confusione.
      Io sono dell’idea, e così svolgo il mio lavoro, che il WP sia un consulente, poi se il giorno del matrimonio va allestita una confettata o sistemato un tableau, non ho problemi a farlo, anche per contenere i costi e anche per pignoleria mia! Ho messo una foto in cui sistemo il candy corner, ma ne ho anche in cui raccolgo carte da terra…questo non vuol dire che il WP faccia la signora delle pulizie, ma solo che ci vuole flessibilità!
      Un grande in bocca al lupo a te che mi sembri proprio sulla via giusta! Aspetto di leggere il tuo blog 😉
      Un caro saluto,
      Ilaria

  15. Andrea ha detto:

    Sono totalmente d’accordo con Barbara e Ilaria. Da titolare di agenzia più giovane rispetto alle loro (e quindi con tanta strada da fare ancora) nata 4 anni e mezzo fa, potrei portare la mia esperienza e dirvi che fare la “matematica spiccia” che ha fatto Barbara è la base di qualsiasi attività imprenditoriale o per lo meno lo è eccome per la mia. Altrimenti si chiama hobby o passione. Qualsiasi attività imprenditoriale richiede degli investimenti iniziali, ma non si capisce perché quando si parla di start up per un’agenzia di WP, è ormai comune leggere che all’inizio si parte con zero investimenti, con sito fai da te o blog, organizzando i matrimoni degli amici, così giusto per veder come va. ecc. Scusate, come sperate di essere presi sul serio da fornitori o clienti? Come può arrivare un cliente a voi se non avete messo su le basi solide per comunicare al potenziale cliente “ci sono anch’io”. Quando ho deciso di aprire la mia attività, non volevo fare solo la wedding planner, ma organizzare eventi sia per aziende che per privati. La mia è stata una scelta mirata impostata sull’analisi del mercato che già 4 anni e mezzo fa non faceva presagire tempi di vacche grasse per chi organizzava matrimoni. Come per qualsiasi attività imprenditoriale ho deciso di “costruire” un’impresa sulle basi che IO ritenevo necessarie per inserirmi nell’offerta più vasta già esistente (con professionisti veramente validi e molto bravi!). Volevo essere io la prima cliente di me stessa. Pertanto, investimenti secondo me necessari: contrattualistica (non fai da te ma fatta da avvocati) – computer, stampante, sito internet (non fai da te), brochures, biglietti da visita, registrazione marchio, commercialista, evento di presentazione agenzia, pubblicità. Sto parlando davvero dei pilastri basilari (ripeto, almeno per me). Non volevo che la mia attività pesasse sul bilancio familiare e quindi ho deciso di presentare una richiesta di mutuo alla banca, che dietro presentazione di un business plan coerente e serio (fatto di quella matematica spiccia di cui ha parlato Barbara) mi ha concesso la liquidità per iniziare. Gia’ allora non erano tempi facili per ottenere prestiti, ma al terzo tentativo, ho trovato una banca che ha trovato “interessante” il mio progetto e ha “investito” in me. Detta molto francamente: se non vi avessero concesso il prestito, non avrei aperto l’attività. Per parlare di “guadagno” bisogna considerare prima di tutto un ritorno degli investimenti, che nel mio caso è avvenuto al terzo anno, quindi non nell’immediato ma nel mio business plan realistico per la situazione di mercato di questi anni. Il ROI è avvenuto leggermente prima di quanto avevo previsto e questo mi ha dato il segnale che potevo essere sulla strada giusta e che la strategia e posizionamento di mercato erano quelli che volevo. Posso dire oggi con soddisfazione che sto raccogliendo i frutti di quelle basi di cui parlavo sopra e che il fatturato supera di gran lunga le aspettative. Ma questi risultati ci sono perché c’è stato tanto studio iniziale, investimenti e sacrifici, ma soprattutto perchè NON ORGANIZZO SOLO MATRIMONI. Ergo, per fare capire…in quasi 3 anni non mi sono messa in tasca un euro (ci sono anche le tasse da considerare e non poche) e la maggior parte degli eventi organizzati non sono stati matrimoni. L’agenzia si pagava da sola è vero, ma nel frattempo bisognava vivere e se non avessi un supporto familiare solido alle spalle non ce l’avrei mai fatta. Non mi capacito come si possa raggiungere il fatturato sindacabile per vivere con investimenti zero o quasi! se questo è possibile chiunque ci sia riuscito ha tutta la mia stima! Da qui non voglio assolutamente dire che ciò che ho fatto io è giusto ed il resto no, (ho commesso alcuni errori che mi sono costati cari!) dico solo che non amerei il mio lavoro così tanto se non avessi fatto quanto sopra per creare il mio marchio e la mia offerta così com’è oggi. Ci sono colleghi bravissimi e affermati che attraverso un blog (ben fatto, con contenuti appetibili ed interessanti ed il loro gran dono di scrittura) hanno perseguito una strada diversa e avuto soddisfazioni anche in tempi brevissimi. Questa strada non sarebbe stata da me perseguibile, perché non faceva per me perché questo dono io non ce l’ho…

    Se tornassi indietro lo rifarei? 4 anni e mezzo fa SI. Oggi penso di NO. O per meglio dire non in Italia e non lasciando il mio posto fisso. Questo è stato uno dei grandi errori, ma allo stesso tempo credo non avrei potuto dedicarmi seriamente al progetto e seguire i clienti, quindi ancora mi chiedo se abbia fatto la cosa giusta o meno. NOn lo saprò mai.

    Io aggiungerei alle “competenze” che un aspirante WP deve avere, avere le spalle ben coperte economicamente per almeno un anno e mezzo (scusate il gioco di parole), ma ovviamente non credo sia il caso di scriverlo :-)) jeje

    Buon lavoro a tutti

    • ilaria ha detto:

      Andrea, dopo aver letto il tuo post proprio non direi che tu non abbia il dono della scrittura!
      Ti ringrazio per questo intervento così dettagliato e accorato.
      La tua è un’agenzia di riferimento nel panorama non solo milanese ma italiano e internazionale, e secondo me tutti gli investimenti e i sacrifici di cui parli, insieme ad elevate capacità personali ti hanno portata, in breve tempo, a raggiungere elevati risultati.
      Grazie per aver condiviso qui la tua esperienza, un caro saluto,
      Ilaria

      • Andrea ha detto:

        Wow Ilaria! Mi lusinga che tu scriva che sono agenzia di riferimento…ma davvero? Non ne ero a conoscenza…Grazie, vado a letto felice, detto da te è un super complimento! 🙂
        Per il resto io sono molto prolissa, ma scrivere bene hmmmm…no. 🙁

    • Andrea, veh che facciamo ‘sto lavoro dallo stesso tempo 😉 Faccio 4 anni proprio ora a settembre 🙂

      • Andrea ha detto:

        Barbara, dai! non so perché credevo tu fossi “una delle storiche”! jajjajaa Forse perché sei una che leggo spesso e da cui imparo tanto! 🙂

  16. Chiara ha detto:

    Ciao Ilaria, vorrei risponderti e farti degli appunti su alcune cose lette, perché penso che questo post non renda giustizia alla tua professione.
    Qui dentro esprimi il tuo parere per chi sta iniziando o prendendo in considerazione di fare la wedding planner, e traspare qualcosa che non è amore e passione verso la professione. Sono d’accordo se pensi che la maggior parte delle persone che si affacciano a questo mondo pensano che sia tutto rosa e fiori, semplicemente perché il matrimonio è qualcosa di bello, “fiocchettoso”, fatto di sorrisi, risate… ma dietro c’è un gran lavoro, fatica, notti passate in piedi e stress, tanto stress. Sono d’accordo. E credo sia giusto far capire che il WP è una professione. Professione che, come le altre professioni imprenditoriali, è sinonimo di rischio, sacrificio, piano d’azione alle spalle, formazione, stipendio variabile e non sempre assicurato.
    Se vuoi la vita facile, alzarti la mattina, andare in ufficio ed essere a casa alle 6 e non pensare più al tuo lavoro, forse questa non è la giusta professione per te.
    Ma al contempo non credo che sia indispensabile una laurea, io ce l’ho ma non credo che la mia laurea sia indispensabile per fare ciò che faccio (non sono una wedding planner, sono animatrice e organizzatrice di eventi e spettacoli) o per fare la Wedding planner.
    In particolare non capisco come una laurea in architettura possa essere quasi indispensabile per un wedding planner. Perché? La wedding planner organizza il matrimonio, non si occupa del design dell’evento. Per quello c’è una figura diversa.. il wedding designer!
    Secondo me, non è giusto parlare in questo modo del tuo lavoro. Nonostante tu stia facendo una considerazione generale, come puoi dire che non c’è lavoro, ci sono troppe wedding planner, non è conveniente lavorare? E tu perché lavori? Perché continui a lavorare in questo campo se quello che traspare è che non c’è nulla di positivo in questo lavoro e soprattutto non ci sono guadagni? Non credo che tu viva d’aria. Se riesci a stare a galla tu perché non lo potrebbe fare una nuova agenzia?
    Credo che la tua sia paura della concorrenza, anche se in realtà le nuove leve non credo di porterebbero via la tua fetta di mercato, dato che avendo più esperienza tu navigheresti in acque diverse.
    Ma la paura nella concorrenza è normale. Anch’io ce l’ho. Molto spesso mi arrabbio con figure appena nate che fanno prezzi stracciati rovinando il mercato, un po’ per i prezzi troppo bassi, un po’ perché la fanno tanto facile e un po’ perché una nuova figura che fa il mio stesso lavoro fa paura.

    In seguito nei commenti si parla di soldi. Si parla di spese e si parla di quanto dover investire. Ecco anche qui.. ok, partita iva e pratiche iniziali. Ma in realtà costa relativamente poco aprire l’attività. Aprire partita iva siamo sui 100/200 euro. Ciò che costa è poi la formazione, il commercialista, l’inps, le tasse e le spese varie.
    Ma non credo ci voglia un grosso capitale, chi scrive addirittura un mutuo, per aprire un’attività! È assurdo! Per fare questo lavoro serve sostanzialmente un pc e un telefono. Poi ovvio c’è tutto il resto. Ed è ovvio che è necessario investire in un buon sito web, ma per il resto non credo sia necessario avere un’agenzia di comunicazione dalla tua parte. Se non hai studiato marketing, ti compri un bel libro, fai un corso o se proprio non è nella tua indole allora chiedi aiuto ad un’agenzia di comunicazione.
    Ma anche qui, credimi, un buon sito web fa miracoli. Il mio è nei primi posti e non pago nulla di adwords. È semplicemente fatto molto bene.

    In conclusione penso che non sia corretto sminuire così tanto il lavoro di wedding planner, non penso neanche che bisognerebbe parlare così alle nuove leve o a chi ha intenzione di fare questo lavoro.
    Leggendo il tuo post una persona potrebbe rimanerci talmente tanto male da non iniziare nemmeno a provare, a vedere se ce la può fare. Perché sembra che per fare la wedding planner ci vogliano 3 lauree, un’esperienza della madonna, un sacco di soldi e tanto altro. Quando in realtà non è vero.
    Come in tutti i lavori di imprenditoria c’è molto da fare, molto più di un qualsiasi lavoro dipendente. Lavori quando gli altri sono in ferie, molto spesso anche 20 ore di fila, non ci sono fine settimana al lago con gli amici, non hai uno stipendio fisso, hai incontri alle 9 di sera, hai la testa sempre in funzione, se non sempre molto spesso, devi lavorare il doppio e devi saper lavorare dannatamente bene.
    Sì devi far fatica, tanta, ma ce la si può fare.
    E credo anche che questo periodo di crisi sia quasi ideale per iniziare. Dalla crisi ci si deve uscire, e perché non farlo iniziando una nuova attività?
    Le persone tirano fuori il meglio di sé proprio nei momenti di crisi.

    Ciao e buon lavoro,
    Chiara

    • ilaria ha detto:

      Gentile Chiara, ti ringrazio per il tuo intervento che mi offre l’opportunità di precisare dei punti che forse ho dato per scontati e sui quali ho sorvolato un po’ rapidamente.
      Io amo molto il mio lavoro, lo amo così tanto che mi dispiace quando vedo qualcuno che bistratta la professione e la prende alla leggera, anche perché ritengo che questo vada a discapito di tutta la categoria.
      Nel post non ho citato gli aspetti più piacevoli del mio lavoro perché sono quelli che, le persone che mi scrivono perché vogliono diventare WP, già conoscono, ho cercato invece di andare più in profondità e di mettere in luce quegli aspetti a cui molte persone non pensano quando decidono di iniziare.

      Quanto alla laurea, ho specificamente scritto “non è indispensabile essere laureati per essere un buon wp”…mi pare abbastanza chiaro! Poi, se uno una laurea ce l’ha tanto meglio per lui perché a mio avviso l’esperienza dell’università dà un certo tipo di formazione, tutto qui. Quanto alla laurea in architettura potrei copiare letteralmente ciò che ha scritto Andrea, il mio lavoro di pianificazione passa anche dalla progettazione perché quando lavoro ad un matrimonio non mi limito a scegliere un colore e fare tutto di quel colore, ma cerco un filo conduttore, stabilisco dove vanno gli arredi, progetto l’evento insomma ed anch’io come Andrea collaboro con un architetto per questo, nel nostro paese credo che wedding planner e wedding designer siano la stessa figura nella maggior parte dei casi.

      Io non vivo d’aria, dico che il lavoro non è molto e riporto una mia personale esperienza e dico che le wp sono cresciute esponenzialmente citando i dati scritti dal Presidente di AWP, non sto raccontando una mia sensazione.
      Ed io continuo a fare la WP perché ho grandi soddisfazioni da questo lavoro, riconoscimenti da parte di sposi, colleghi e fornitori. E continuo perché ho lavoro, perché ogni anno nuove coppie mi chiamano e sono disposte a pagare per avere la mia consulenza, tuttavia credo che il fatto di avere iniziato anni fa e quindi di essere un pochino conosciuta oggi e di avere ormai decine di coppie di sposi che possono parlare della loro esperienza con me, mi avvantaggi.
      Sinceramente mi sentirei irresponsabile a dire a chiunque di aprire un’agenzia di WP perché è un lavoro bellissimo e dai facili guadagni 😉
      Quanto alla concorrenza, cara Chiara, non ne ho paura, ma la vedo come uno stimolo a fare meglio, ben vengano brave colleghe che portino alto il nome della categoria e che lavorino bene, credo questo porterebbe un gran beneficio a tutti!
      Grazie a te e in bocca al lupo per la strada che sceglierai di percorrere,
      Ilaria

    • Chiara, ciao, come sempre faccio la spiccia e ti commento solo due cose:
      1. durante l’avviamento di un’attività, prima dei primi ingaggi, come paghi il cibo, l’affitto, le bollette? Per chi non ha soldi da parte il mutuo serve spesso proprio a quello 🙂
      2. il ranking reale di un sito si valuta con l’unico strumento universalmente riconosciuto, cioè Alexa Rank. Cercarsi su Google ti fornisce solo i dati che Google filtra PER TE quindi è ovvio che ciascuna di noi è prima quando si cerca 😉 Alexa invece ti dirà che a livello mondiale sei circa al 16milionesimo posto. Risultato davvero ottimo senza inserzioni o pubblicazioni (io e Laura Trendinozze, che abbiamo un po’ più di link in ingresso da pubblicazioni – circa 50 – siamo circa al 7milionesimo).

      A titolo di informazione completa: io, Ilaria e parecchie altre abbiamo così paura della concorrenza che spesso e volentieri ci passiamo i contatti che non possiamo portare a termine. Certo non lo farei mai con una persona che non conosco e che mi presenta credenziali per me insufficienti (ne andrebbe del nome che mi sono costruita col sangue).

  17. Andrea ha detto:

    Ciao Chiara, io non sono laureata e grazie al cielo non mi è mai servita prima (lavoravo nel commerciale e marketing internazionale) e nemmeno ora che organizzo eventi e matrimoni. Sul fatto che una laurea non sia indispensabile siamo d’accordo tutti penso. Ilaria non ha scritto che una laurea è indispensabile, ma ha parlato di “basi migliori” e a suo avviso tra l’altro. Se avessi una laurea in architettura, credimi mi aiuterebbe un bel pò, perché mi occupo dell’organizzazione e spesso anche dell’ideazione del progetto. Di fatto collaboro con una bravissima assistente che la laurea in architettura ce l’ha ed è molto ma molto avvantaggiata in questo lavoro.
    Riguardo al fatto che per aprire l’attività serva solo un computer e un telefono, bè, qui siamo ben lontano dalla realtà. E sì servono tanti soldi, perché nel piano d’impresa devi mettere in conto che potresti non lavorare (e non è cautelativo, di fatto è così!) per più di un anno e nel frattempo, oltre al computer e telefono, devi pagare le spese dell’auto, la benzina, l’assicurazione + assicurazione agenzia (direi che questa non è un optional!), l’affitto o mutuo di casa, le bollette, la spesa… a meno che uno non stia rinchiuso in casa, ci vuole il minimo per sopravvivere…Come ti paghi tutto questo in attesa dei primi lavori? Serve un buffer di almeno un anno.
    Se poi l’aspirante in questione vive in casa coi genitori a loro carico o a carico del marito, è un’altra storia e quindi come ho scritto sopra ha le spalle coperte e si arriva al discorso che ce la può fare perché se lo può permettere.

    Io potrei essere l’esempio di chi ce l’ha fatta. Ma non sarebbe stato possibile senza gli investimenti fatti. Ahime’ con un computer e un telefono non credo sarei arrivata da nessuna parte e ora farei altro! 🙂

    Confrontarsi con gli altri è sempre molto costruttivo e quindi è bello che ci siano pareri diversi.
    Il post di Ilaria si voleva concentrare su ciò che non si sa o non si pensa della professione. Che sia una lavoro bello, creativo, si lavori quando gli altri sono in vacanza, sia pieno di emozioni ecc ecc cedo si sappia già e sia il motivo per cui così tanti vogliono fare questo lavoro.

    Mai avere paura della concorrenza, anzi! Deve essere punto di partenza per continuo miglioramento e aggiornamento.
    E concludo dicendo che sempre a mio avviso chi apre con un solo computer e telefono non rappresenta concorrenza.

    Comunque bello il dibattito che si è creato, Ilaria! brava!

    Buon lavoro a tutti/e

    • ilaria ha detto:

      Caspiterina Andrea grazie!!!
      Hai risposto meglio di quanto avrei saputo fare io stessa! E soprattutto mi hai fatta sentire davvero compresa.
      Io amo il mio lavoro, lo amo tantissimo e sinceramente credo si evinca da ciò che scrivo, lo amo così tanto che mi dispiace vederlo bistrattato e mal gestito o banalizzato.
      Quando collaboro con professionisti seri e comprovati che mi dicono “non ho mai incontrato una wp brava ed efficiente come te” sono felice, ma al contempo mi chiedo: “come diamine lavorano certe colleghe?”
      Io faccio del mio meglio, ma certo non mi reputo la più brava rispetto a nessuno, anzi……ci sono tantissime colleghe che reputo mooooolto più brave di me!
      Più tardi risponderò volentieri a Chiara, in tutti i punti che ha sollevato, però, per ora, cara Andrea, la tua risposta è già decisamente esplicativa del mio pensiero!
      Grazie!!
      E sono davvero felice e onorata di questo scambio che sta avvenendo perché è un confronto molto civile e onesto.
      Grazie a Te e a tutte Voi,
      Ilaria

  18. Emozioni e Strani Eventi ha detto:

    Buonasera Ilaria,
    mi presento, mi chiamo Chiara (quante Chiara siamo??), sono di Milano, non sono laureata, ho lavorato come cassiera per 9 mesi e per 35 in un call center inbound di assistenza tecnica, contemporaneamente ho organizzato con mio marito per un anno e mezzo il mio matrimonio con lo sponsor, uno dei primi in Italia, partendo senza aver nessuna cognizione di marketing, ma rimboccandoci le mani e avendo buone idee (e se conosce minimamente l’argomento saprà che è marketing allo stato puro), essendo un’esperienza che a livello umano e personale mi ha dato tanto ho seguito alcuni corsi per formarmi (e ancora continuo) e intraprendere l’attività di wp, da 9 mesi sono la titolare di Emozioni e Strani Eventi. La discussione è stata molto accesa e le mie colleghe hanno già espresso le mie stesse perplessità su questo post, ma ho ancora da porre una domanda:perchè invece di mandare queste ragazze presso un catering non le ha prese con sè per fare un’esperienza di lavoro da wedding planner? Non so cosa abbiano fatto col catering, ma non credo che asciugare le pentole o stirare i tovaglioli sia il lavoro di una wedding planner, quest’ultima può dare una mano al catering durante l’allestimento, ma è un altro paio di maniche, è un aiuto, non è il suo lavoro e si suppone che non sia pagata per quello. Da novellina del mestiere, ma già “iniziata alla professione” mi sento di suggerire che forse farle partecipare, ad esempio, a un meeting con i fornitori per stabilire la timeline di un evento sarebbe stato forse più utile.
    In un commento ha scritto che non ha voluto menzionare le cose positive, perchè sono ovvie? Ne è così sicura? Sulla figura del wedding planner c’è molta confusione a causa di trasmissioni fuorvianti e diciamoci la verità, anche a causa di tanti corsi fatti veramente male, tutti i lavori hanno lati positivi e negativi, se uno guarda solo quelli negativi tanto vale che non faccia questo lavoro, perchè questo post così chiaramente diretto a scoraggiare le persone ad approcciarsi a questa strada? Sicuramente non era sua intenzione, ma questo post ha ferito profondamente una mia amica, chi siete lei e Barbara per dire a qualcuno di non fare questo lavoro? Magari la mia amica potrebbe valere 20 volte voi, ma se vi darà retta non lo scoprirà mai! Se vuole rispondere a chi le chiede come è la professione della wp lo faccia in maniera equa, con i pro e i contro.
    Una domanda invece per Barbara di FataMadrina, spero mi scuserà se sono poco arguta visto che ho aperto la mia agenzia a gennaio, qual è il suo consiglio per uno che vuole iniziare un mestiere onesto?
    Buona serata
    Chiara

    • ilaria ha detto:

      Buonasera Chiara di Emozioni e Strani Eventi 🙂 e grazie per il suo intervento.
      Rispondo subito alle sue domande dato che sul tema ho già scritto abbastanza.
      La ragazza cui ho proposto di lavorare con il catering non ha asciugato pentole né stirato tovaglioli, perché ovviamente quel giorno non c’è necessità che nessuno lo faccia, bensì ha coordinato, supervisionata naturalmente, le uscite dei piatti dalla cucina, controllando i tempi ed il servizio. Inoltre ha preso parte a tutte le operazioni di allestimento della giornata, quindi, dal mio punto di vista ha vissuto il giorno di un vero matrimonio. E non è poco! Ciò premesso, le dico perché non l’ho presa a lavorare con me.
      Io non ho possibilità di inserire personale nel mio organico perché sono ancora nel regime fiscale dei minimi e non mi pare corretto chiedere ad una persona di lavorare senza poterla pagare, e non posso per ragioni fiscali, a meno che non sia a sua volta un professionista con partita iva. Inoltre, sinceramente, non credo porterei una persona poco conosciuta ad un incontro tanto delicato tipo quello che lei cita e ancora, anche se decidessi di portarla, raramente ho la possibilità di riunire tutti i fornitori per un unico incontro in cui stabilire, tutti insieme, una timeline; la timeline la stabilisco io e in seguito la condivido con ciascuno di loro, spesso uno per volta perchè riunire il catering di Milano, il fotografo di Pavia, la florist di Bergamo nella location di Robecco, in alta stagione, è spesso impossibile.

      Il mio post, le assicuro, non è volto a scoraggiare nessuno, ha l’unico fine di esprimere il parere di una persona che fa questo lavoro da un po’ e a cui molte persone rivolgono una stessa domanda: “come faccio a diventare wp? Riuscirò a mantenermi e a trovare clienti?” Non mi si chiede mai “com’è la professione del wp?” Domanda cui peraltro rispondo indirettamente o direttamente in altri post.
      Questo blog si chiama, fin dall’origine, “vita di una wedding planner” perché lo aprii per raccontare ciò che mi accade svolgendo questo lavoro e se 10 persone alla settimana mi scrivono chiedendo le stesse cose, io ci faccio un post!
      Ora, io la sfera di cristallo non ce l’ho, posso solo dare la mia opinione e parlare della mia esperienza.
      Barbara ed io non siamo nessuno per scoraggiare la sua amica, ed io sono certa che se vale 20 volte noi, ma anche meno, saprà trovare la sua strada e riuscire nel lavoro anche meglio di noi!
      In bocca al lupo a lei, cara Chiara, perché la sua agenzia cresca ogni giorno di più!
      Ilaria

    • Ciao Chiara,

      Ma perché devo essere io (o Ilaria) ad avere la responsabilità di rispondere a domande così importanti come “che cosa mi consigli di fare del mio futuro?” e perché si deve far dipendere da queste risposte la fiducia in sé stessi?

      Non sono una consulente del lavoro (a cui ho sempre rimandato chiunque mi scriveva in questi anni) né una commercialista (idem, ho sempre consigliato di parlare con un esperto prima di prendere qualsiasi decisione impegnativa) né una personal coach né la mamma delle ragazze che mi scrivono. Perché vi aspettate (a tratti pretendete) da persone che non vi conoscono il supporto incondizionato e l’incoraggiamento cieco?

      A me pare che ci sia poca disponibilità a mettere in conto che ci possano essere pareri diversi da quelli che voi ritenete attendibili e onesti. È legittimo, però qui Ilaria rispondeva a una domanda che era fatta a lei, e quindi ha scelto di rispondere come ritiene onesto e attendibile.

      Tanto del male a questa professione è stato negli anni fatto da persone che ripetono “si fa così”, “per farlo bene bisogna dire/fare”, “chi non fa così sbaglia”. Almeno io e Ilaria premettiamo sempre che esprimiamo un’opinione personale, basata sulla nostra esperienza personale e la nostra concezione del mestiere.

      Sui numeri invece non transigo. I numeri del mercato non sono in favore di una sua redditività. Ma ognuno conosce la propria situazione ed è ovviamente libero di fare valutazioni personali sui rapporti rischi/opportunità. Complimenti per avere aperto un’attività in quest’anno strano, sono certa che l’hai fatto a ragion veduta e dopo avere condotto un’attenta analisi economica. E ti giuro che non c’è ironia. Ricordo molto bene l’attenzione e la cura con cui ha condotto l’organizzazione del vostro matrimonio, per cui ne sono davvero certa.

      Barbara
      p.s. ma davvero appariamo così invidiose, impaurite, inacidite e aggressive? 😉

  19. Ilaria mia…..ammappala che caos che hai combinato!!! Sono stata via qualche giorno, torno e trovo tutto questo delirio!! (prima che qualcuno si senta offeso, il tono è assolutamente ironico!) beh, che dire? Che concordo totalmente con quanto hai scritto tu, con i conti che ha fatto Barbara Fatamadrina e con ciò che ha in modo esaustivo scritto Andrea. Non ripeto quindi ciò che voi avete già scritto. E sinceramente dico alle ragazze che vogliono intraprendere questa professione, che dovrebbero invece apprezzare la sincerità di chi, come noi fa questo lavoro da un po’ di anni, e vi dice le cose come stanno, cosa che spesso ai corsi non viene fatta. Nessuna di noi che fa questo lavoro e continua a farlo, lo sminuisce o pensa che non valga la pena farlo, altrimenti avremmo tutte smesso, ma siamo delle persone realiste, che ogni giorno affrontano la realtà ed effettivamente oggi, rispetto a quando abbiamo iniziato noi, è molto più difficile. Non per la concorrenza, che secondo me è solo che positiva, ma semplicemente, perché da un punto di vista imprenditoriale, come ha dimostrato il semplice esempio di Barbara, oggi è complicato riuscire a guadagnare sia per la diminuzione di coppie che si affidano a noi, sia per l’aumento di tasse e tassucole che ci tagliano le gambe. Nessuna di noi “vecchiette” vi dice di non fare questo lavoro, ma solo che ad oggi, forse nessuna di noi aprirebbe un’agenzia e non perché non amiamo il nostro lavoro ( se non lo amassimo così tanto non continueremmo a farlo e a batterci affinché venga sempre più preso in considerazione e conosciuto nel giusto modo) ma semplicemente perché è difficile mantenersi con questo lavoro. Ed infatti c’è chi fa i corsi e chi fa altro. E anche su questo dovete riflettere. Ad oggi non si campa con i soli matrimoni, e chi vi dice il contrario, vi racconta una bugia. O si fa anche un altro lavoro, o si organizzano anche eventi aziendali e similari, o si ha un marito che porta un buono stipendio a casa o si ha una famiglia facoltosa, altrimenti, con i soli matrimoni, ad oggi, il menù si limita forse solo all’aperitivo. Forse. PS: non ricordo chi ha scritto che Ilaria ha paura della concorrenza. Una delle più belle cose che questo lavoro mi ha dato, è aver avuto la possibilità di conoscere colleghe che stimo, brave e preparate con cui ci confrontiamo, parliamo, ci aiutiamo e capita anche che ci passiamo i clienti se non possiamo seguirli. la collaborazione tra colleghe nel nostro mestiere secondo me è fondamentale.

    • ilaria ha detto:

      Ciao Simo, hai visto che roba?! 😉 Giuro che non avevo idea, volevo solo scrivere un post utile per le ragazze che mi chiedono come fare a diventare wp e se c’è lavoro!
      Ti ringrazio per essere passata a lasciare la tua testimonianza, bentornata e buon lavoro,
      Ilaria

  20. Valentina ha detto:

    Ciao a tutte, credo sia molto importante ascoltare il parere di chi fa già questo mestiere anche perchè, a parer mio, se avessero paura della concorrenza di persone che a loro chiedono come diventare wedding planner sarebbero veramente alla frutta! passatemelo 🙂
    La verità è che aprire un’attività in questo momento è difficile e pieno di ostacoli, di qualsiasi attività si parli.
    Credo anche, però, che quando si desidera una cosa bisogna crederci e fare di tutto per riuscire ad ottenerla.
    Io sono una libera professionista che si occupa da anni di pubblicità e marketing e credetemi, i conti serve farli altrimenti non si va da nessuna parte.
    Credo che in questo settore del wedding planning ci siano molte persone che, prese anche dalla moda del momento, si improvvisino esperte organizzatrici di matrimoni perchè hanno organizzato il loro, quello di un’amica, oppure perchè possono permettersi di trattarlo come un romantico hobby.
    Per quanto mi riguarda, da qualche anno mi sono avvicinata a questo mondo continuando a fare il mio lavoro, leggendo, partecipando alle fiere ecc.., per capire di cosa si trattasse.
    Mi piace, ma non l’idea di fare fiocchi e decorare tavole ( come si vede in televisione), mi piace l’idea di avere in mano tempi, budget ed obiettivi da rispettare.
    Detto questo, io ho deciso di continuare a prepararmi e sì di seguire questa strada, io ci credo.
    Anche perchè a demoralizzarmi farò sempre in tempo e a tutte quelle che leggendo due righe di verità (parlo di quelle di Ilaria e Barbara) si sono fatte prendere dalla disperazione, dico che è meglio che lascino perdere subito.

    • ilaria ha detto:

      🙂 grazie Valentina! Grazie per aver capito lo spirito con cui ho scritto il mio post.
      Mi fa doppiamente piacere questa tua visione anche perché non ti conosco (forse ci conosciamo via facebook o grazie a qualche altro social) ed è, credo, la prima volta che intervieni qui sul blog.
      Come ho scritto a Tiziana qui sopra, mi pare che anche tu ti stia avvicinando al settore con il giusto spirito, con cautela e con un’ampia formazione!
      Brava, continua così perché sei sulla strada giusta. Ti faccio un grande in bocca al lupo per la tua attività e chissà che da colleghe non ci sarà occasione di collaborare!
      Cari saluti,
      Ilaria

  21. Valentina ha detto:

    Ciao Ilaria, no non ci conosciamo e non avevo mai scritto sul blog anche se è da un po’ che lo seguo.
    Questa conversazione, però, mi toccava proprio sul vivo e ho deciso di scrivere il mio pensiero..
    Ho solo una domanda alla quale ancora non sono riuscita a dare risposta, voi che siete da qualche anno nel settore, agli inizi avrete incontrato qualche difficoltà, non sarete state subito sicure di voi stesse al 100% immagino, vi sarà servita un pò di formazione sul campo o sbaglio?
    Sai perchè ti faccio questa domanda? Perchè ho visto tante agenzie in franchising dire di essere il meglio sul mercato, di avere tantissimi matrimoni, tutto grazie alla loro formazione, per poi venderti i loro corsi come se fatto il corso tutto a posto vai sei pronta!
    Ecco, io sono un po’ scettica..
    ps: magari collaborare! Mi piacerebbe un giorno dire “Non riesco ho troppo lavoro, Ilaria hai tempo per questo matrimonio?” 🙂
    Grazie per la risposta..
    Buon lavoro
    Valentina

    • ilaria ha detto:

      Ed hai fatto benissimo ad intervenire!
      Io ti dico, come al solito, la mia esperienza: no, non ero affatto sicura di me al 100% però venivo da anni di organizzazione eventi, ed il matrimonio è l’evento degli eventi, quindi pur sempre, passami il gioco di parole, un evento!
      Non avevo lavorato però con altri wp prima di organizzare il primo matrimonio de Le Mille e una Nozze.
      Avevo organizzato il mio matrimonio, avevo seguito un corso, avevo letto libri, ma non avevo mai lavorato con altre agenzie di wp, però, ripeto, avevo organizzato eventi per 5 anni in un grande ente pubblico. Credo che la mia tranquillità venisse da lì. Per questo dico sempre che il background è importante e che certi lavori predispongono più di altri.
      PS: vedo che sei già entrata nel mood, benissimo!
      Buon lavoro anche a te…e buona formazione,
      Ilaria

  22. Cristina ha detto:

    Sono riuscita solo ora a leggere attentamente il post e tutti i commenti e mi sono ripromessa di portare solo esperienze e testimonianze e non opinioni personali.
    La prima testimonianza è questa: sono una libera professionista da anni e mi sono avvicinata al mondo degli eventi aziendali circa 8 anni fa quando i miei clienti, nella prevalenza imprenditori e professionisti, hanno iniziato a chiedermi di affiancarli in questo. L’esperienza è venuta da sé, supportata però da tantissimi testi letti per fare sempre meglio.
    Quando poi gli stessi clienti mi hanno chiesto di organizzare due matrimoni ( di un figlio e di un nipote ) mi sono resa conto che questo mondo era diverso ed ho ricercato nuova formazione. Non ho trovato nulla che mi soddisfacesse e così un giorno ho chiamato Ilaria.
    Leggendo il suo blog avevo trovato una sintonia di vedute sull’attività in generale, sulla serietà e la cura nel trattare il cliente e una professionalità che mi hanno spinto a chiamare lei e non altre.
    Quando leggo che forse ha paura della concorrenza e non ama il suo lavoro, sorrido…
    Con me è stata estremamente disponibile, gentile e coivolgente, ma allo stesso tempo esplicita e chiara, senza mai chiedere nulla in cambio. E sempre di più nel tempo.
    Forse avrebbe potuto avere più paura di me che non ero cosi neofita nell’organizzazione di eventi…
    Quando chiesi a lei di indicarmi un corso che mi potesse aiutare ad integrare le mie lacune in fatto di matrimoni, mi indicò senza esitare quello di Silvia, nella quale trovai e trovo una persona pronta, brillante, accogliente e motivata.
    Altra testmonianza: sono un po’ “matematica” come Barbara, faccio sempre il business plan delle mie attività e come Andrea guardo il ROI e tengo conto spesso del punto di break even.
    Un’attività imprenditoriale non può continuare ad oltranza senza generare margine positivo.
    Ultima testimonianza: forse perché non sono ancora brava con il marketing on line, i miei clienti li trovo ancora solo per conoscenze, perché coinvolgo le persone che già conosco che me ne presentano altre e grazie alla referenza attiva le persone mi contattano.
    Poi a tutte le aspiranti imprenditrici, non solo di questo settore, posso solo dire di cercare assolutamente di perseguire i propri sogni, ma di farlo ad occhi aperti.
    Come dice Chiara l’attività imprenditoriale è molto impegnativa, difficile, faticosa e con un carico di responsabilità ben diverso da un lavoro dipendente, ma a mio avviso con stimoli, libertà ed indipendenza ineguagliabili.
    Mi fa piacere che qui, a casa tua cara Ilaria, ci sia stato questo scambio di idee davvero interessante e stimolante per tutti e che mi ha permesso di “conoscere più da vicino” colleghe e aspiranti tali.
    A presto

    Cristina

    • ilaria ha detto:

      Ciao Cristina, a quale IBAN devo mandarti il bonifico???!!! 😉
      Grazie davvero per la tua testimonianza che appunto non è un’opinione ma si basa su fatti reali.
      E grazie anche per le belle parole rivolte a me, d’altronde, come ho scritto nel post, io non penso che nessuno debba più fare il wp…ma consiglio di intraprendere questo magnifico percorso solo alle persone che ne abbiano tutte le doti e le competenze…come te, insomma!
      Un caro saluto, continua così,
      Ilaria

  23. Cristina ha detto:

    Fantastica l’idea del commentatore di blog a pagamento. Potrei pensare ad un nuovo business!!!
    Adesso mando l’IBAN anche alle altre persone che ho citato 😉
    Scherzi a parte, amo lasciar prevalere i fatti sulle opinioni e, comunque, tenerli sempre separati.

  24. Chiara Elèna ha detto:

    Buongiorno a tutte voi,

    io credo di essere una tra le destinatarie del post di Ilaria (pur non avendole mai scritto), perchè a differenza vostra non opero già nel settore, ma mi affaccio a questa realtà da persona affascinata, ponderata e volenterosa.
    Ho solo 26anni, ma già da dopo il diploma ero convintissima di voler intraprendere la professione della wedding planner, responsabilmente però ho rinunciato per due semplici fattori: 7anni fà il ruolo della wedding planner non era conosciuto e riconosciuto come lo è adesso, anche se io ho sempre avuto una mentalità curiosa, creativa ed internazionale. Secondo fattore più importante, essendo siciliana so che qui, la mia mentalità non combaciava con quello del territorio.
    Così, presi ed andai a Milano, iniziai a studiare in Bicocca Marketing, comunicazione aziendale dei mercati globali, perchè il mio obiettivo è stato sempre l’innovazione. Quindi dovevo trovare il modo, date le conoscenze poi acquisite, di portare la realtà del wedding nella mia realtà. Non contenta, e sempre responsabilmente, ho iniziato a lavorare per un’associazione di eventi, seguendo l’organizzazione di ben 3 Notti Bianche ed una Xmas Fashion Night, e collaborando con un’altra agenzia per seguire eventi di beneficenza.
    Tutto questo per dirvi che io NON MI SONO SENTITA DEMORALIZZATA dal post di Ilaria, anzi! La sua sincerità dev’esser uno stimolo in più per capire quanto si desidera fare questa professione. Io l’ho sempre desiderato, e nonostante non l’abbia ancora iniziata ma sto mettendo le basi per poterla iniziare da gennaio sulla mia Isola, trovo le parole di Ilaria uno stimolo. Uno stimolo in più per stare in guardia, per mettercela tutta, per dare sempre il meglio. Io per indole, rendo molto sotto pressione e sfidata dagli ostacoli, so dare il meglio così e capisco che non è così per tutti, ma se la verità, raccontata da Ilaria, Andrea e Barbara basta a demoralizzare un obiettivo, credo non sia il vostro.
    Continuerò a seguirti, come seguirò anche Silvia.
    Buona giornata.
    Chiara Elèna.

  25. ilaria ha detto:

    Gentile Chiara Elèna, ti ringrazio molto per essere intervenuta ed aver fatto sentire la tua voce da questa pagina di blog.
    Sono davvero lieta di non averti demoralizzata né demotivata, anche perché non era proprio quella l’intenzione del post!
    Come ho scritto a Tiziana e Valentina che, come te non si sono scoraggiate, dico BRAVA! vai avanti così che sei sulla strada giusta!
    Formazione, esperienza, determinazione e business plan…in fondo non è poi così difficile diventare wedding planner 😉
    Un caro saluto,
    Ilaria

  26. Beatrice ha detto:

    Io ho seguito il corso di wedding planning all’accademia domani quindi so cosa vuol dire essere una wedding planner, ma secondo me non basta.
    l’unica cosa intelligente, secondo me, da fare è aprire una sorta di e-commerce. io studio moda ora, un wedding planner deve stare al passo con la moda e indirizzare la sposa verso l’abito giusto per lei, l’acconciatura e il trucco e secondo me solo uno stilista è in grado di farlo al meglio. perciò io dico che non basta solo sapere cosa vuol dire essere un wp, ma estendere le proprie conoscenze verso il design. Poi può darsi anche che dopo tutto questo sei perfetto per fare questa professione e nessuno ti chiama. perchè tanto in Italia funziona così.

    bye

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