Giusto per spiegare, ancora un po’…

Giusto per spiegare, ancora un po’…

Buon lunedì Amiche del blog!
Mi rifugio qui, già di lunedì mattina, ancora provata da una settimana e da un inizio di week end “un po’ così”…

La fatica di spiegare il valore del servizio che offro e di far capire il perchè dei costi di un mio fornitore rispetto ad uno scelto dagli sposi o magari incontrato in Fiera “che faceva offerte speciali” è quel che mi attanaglia in questo inizio di settimana!

Spose che chiedono “qualche consiglio”, “una mano per organizzare”….non ci siamo!!
Una mano la puoi chiedere alla tua amica del cuore, non ad un professionista.
Io non ti do una mano, io realizzo un progetto, creo un’ispirazione, cerco idee e materiali per realizzarle…
Non è catttiveria, è il fatto che io di questo lavoro ci vivo!!
Una mano, qualche consiglio li posso dare attraverso questo blog, sulle pagine di facebook, consigliando qualche collega americana o inglese che faccia cose innovative da cui prendere spunto, ma io non posso passare il tempo a dare consigli e indicazioni gratis!!!!

E non posso nemmeno passare gli incontri a spiegare perchè un catering o un flower designer con cui lavoro da anni sia, a mio avviso meglio di un altro, o a giustificare i costi dei miei fornitori!

Il punto è, Sposi cari, che tutto ciò che ruota attorno al matrimonio è “una grande macchina”, è un’elaborazione di mesi, di tempi, di energie, di idee che devono essere retribuiti.
Nessuno può lavorare senza essere remunerato! Altrimenti credo che nessuno lavorerebbe!!
E per quanto si abbia, come nel mio caso, la fortuna di svolgere un lavoro appassionante e dai risvolti divertenti, sempre di un lavoro si tratta!
Il mio lavoro e quello di tutti i fornitori del matrimonio inizia molti mesi prima e termina ben dopo il matrimonio, alcune ore o alcuni mesi.
Nel costo di un fornitore ci sono gli spostamenti, le degustazioni, i campioni acquistati appositamente per voi, ore di ricerche sul web e per negozi, prove effettuate e che voi scarterete, telefonate e email scambiate, tempo (tanto tempo), formazione, preparazione…c’è il camion che arriva e che viene scaricato (per essere poi ricaricato alle 2.00 di notte!), c’è il servizio, le candele da accendere, l’allestimento da perfezionare, gli imprevisti dell’ultimo minuto da risolvere tutto questo è dietro ad ogni matrimonio e non si vede.
Ma il fatto che tutto questo non si veda, non significa che non ci sia e che non vada remunerato!

Peraltro io sto parlando di fornitori di qualità che operino ad un prezzo onesto, non di fornitori “top di gamma”, quelli super conosciuti da tutti e che si pubblicizzano su tutte le riviste di settore (che senso avrebbe venire da me per avere fornitori che si possono trovare su tutti i giornali e non per avere professionisti bravi ma non così scontati??).
Fornitori che lavorano un po’ come cerco di fare io, insomma…con tariffe avvicinabili, se non da tutti dai più e offrendo generalmente un servizio più alto del costo richiesto.
Banalizzando potrei dire che non si può avere una Ferrari al costo di una Cinquecento, ma ci sono tante vie di mezzo! E’ sufficiente fare una riflessione sulle proprie disponibilità e le proprie aspettative.
Un wedding planner vi può aiutare anche in questo.

Ora, che vi ho tediati con questo post sulla professione, mi sento più leggera e posso ricominciare a lavorare!

5 Comments

  1. chiara ha detto:

    Sei grande!!
    sempre e comunque.
    ti seguo con grande passione ormai da un annetto e sempre con grande interesse.
    questo post mi tocca un po da vicino.. anchio lavoro per un pubblico che a volte con capisce che dietro al servizio finale c’è molto lavoro.
    quindi nulla… approvo in pieno quello che hai scritto ! 🙂

    • Grazie Chiara!!! che gentile! Che piacere il tuo sostegno!
      Sono contenta di non annoiarti con questo tipo di post, ma, come ben sai, è tanto difficile spiegare cosa sta dietro ad un servizio ben strutturato!

  2. Claudia ha detto:

    d’accordissimo su tutto quello che hai scritto!

  3. evenths ha detto:

    Che frustrazione leggere le stesse sofferenze da parte di una collega, la speranza che almeno da altre parti d’Italia si sia finalmente capito il valore e il lavoro svolto da una w.p. è veramente utopia, come mi deprime.
    Fai benissimo a continuare a parlarne, sono pienamente d’accordo con te.
    Buon lavoro !!

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