per aspiranti wedding planner

Per oggi avevo in mente un post allegro, gioioso, festoso prima del ponte e poi…..
Mi arriva una segnalazione: sul più noto portale di vendite di gruppo a Milano viene offerto un “corso per wedding planner di 8 ore a 39 euro invece di 300”.

Mi viene da piangere!!! (ok esagero, ho un po’ il senso del dramma…però sono davvero arrabbiata!)

La scorsa settimana la collega Patrizia Romagno di Bari mi aveva segnalato la stessa cosa, ma a 19 euro!

Trovo che sia vergognoso e imbarazzante.
Per chi lo organizza, per chi lo frequenta e per i malcapitati sposi che sceglierenno un wedding planner a basso costo per risparmiare!

La saggia collega Fatamadrima mi scrive che ha smesso di “vergognarsi per il malcostume di certa gentaglia” ed io trovo abbia ragione da vendere, quindi mi limiterò ad illustrare, scientificamente, perchè frequentare un corso del genere sia di totale inutilità.

Chi decide di frequentare un corso per wp deve sapere che:
– in un giorno (ma nemmeno 2 o 3) non si impara una professione
– nessuno vi darà un elenco di fornitori bravi ed affidabili, dovrete trovarli e testarli da voi
l’attestato che viene rilasciato al termine del corso non ha nessun valore legale
– in Italia non esiste un ente che certifichi corsi per wedding planner
– il lavoro del wedding planner non è ufficialmente riconosciuto
– un’agenzia di wp che riceverà il vostro CV con scritto “sono una wedding planner: ho frequentato un corso di 8 ore” non farà che inalberarsi
– nessuno al corso vi insegnerà come trovare dei clienti…e non è trascurabile
– il matrimonio è un evento complesso da gestire, non è la festa di una bimba che compie gli anni
– se siete rimaste a casa dal lavoro e volete guadagnare qualcosa, fare il wp non è la soluzione. Credetemi!
– diventare wp significa diventare un imprenditore, di una realtà piccola, certo, ma pur sempre di realtà imprenditoriale si tratta. Dovrete realizzare un business plan, occuparvi di conti e fatture, gestire denaro vostro e altri, gestire lo stress e la tensione, essere creativi anche nell’imprenditorialità, pagare le tasse

Per gli sposi: chi sceglie di affidare le nozze ad un wedding planner low cost non si aspetti di avere la professionalità, la serietà e la preparazione di un professionista con esperienza.


un bouquet di peonie di Onewed.com

Spero sinceramente che questo post possa essere utile a qualcuno.
Vi auguro buon we e buon ponte a chi lo fa!
Ila

8 Comments

  1. Sandra ha detto:

    Sono d’accordo su tutto, tranne sul finale: “Chi sceglie di affidare le nozze ad un wedding planner low cost non si aspetti di avere la professionalità, la serietà e la preparazione di un professionista con anni di esperienza”.
    Perchè? E se sono un professionista serio e con anni di esperienza ma, visti i tempi che corrono, decido di guadagnarci un po’ meno pur di continuare a lavorare? E perchè dobbiamo generalizzare, comunque? Di certo in un corso di 8 ore non impari nulla, ma da qui a dire che low cost è il MALE ce ne passa. Perchè continuiamo ad insistere sul fatto che chi più spende, meglio alloggia? Quanta gente si fa pagare uno sproposito pur dando un servizio molto scadente?

  2. Fatamadrina ha detto:

    Sandra, in teoria hai ragione, in pratica, in quasi tre anni a fare benchmarking e informarmi, ti confermo che chi fa il wp ‘low price’, nel senso gratis o a 400 euro, non lo fa per continuare a lavorare. Perché con quei soldi non continui a lavorare, non riesci a rimanerci proprio, in affari. E te lo dice una che ha tagliato fino all’osso tutti i costi fissi, e credo tu di me possa fidarti.
    Chi non chiede nulla o quasi nulla, appartiene a una di queste tre categorie:
    – chi non è in regola e lavora in nero
    – chi non ha bisogno di lavorare per mantenersi
    – chi recupera poi le entrate dalle commissioni dei fornitori
    Una wp che vuole imparare, che comincia per gradi, magari al primo matrimonio è disposta a lavorare per un semplice rimborso spese (e allora i 400 euro ci stanno). Ma lo dice. Lo spiega. Altrimenti passa il concetto che 400 euro sia un costo realistico per la consulenza di un wedding planner a servizio completo. Cosa che, semplicemente, NON è.

  3. Hai ragione Sandra, sono stata un po’ tranchante sulla questione ma solo perchè vorrei tornarci in un post dedicato.
    Comunque le parole che ha usato Fatamadrina sono perfette per esprimere ciò che penso, ciò che intendevo esprimere e ciò che ho sperimentato direttamente.
    Il servizio low cost non è IL MALE, però è diverso, e deve esserlo, da un servizio retribuito più adeguatamente. Ed è giusto che il cliente lo sappia.

  4. Valentina ha detto:

    Io sono d’accordo con Sandra sul fatto che sia sbagliato far passare l’idea che spendendo di più si ottiene un miglior risultato o un miglior servizio. E sono dell’idea che purtroppo questa professione sia cresciuta in visibilità proprio portandosi dietro questo preconcetto. Però all’opposto è altrettanto sbagliata l’idea che si possa fare low cost in tutto e per tutto. Come dice Barbara, quando low cost è sinonimo di lavoro in perdita, è scorretto punto e basta. Si è scorretti nei confronti del cliente, nei confronti della concorrenza e soprattutto nei confronti di se stessi e, lasciatemi esagerare, anche nei confronti del sistema economico in generale che poi si ritrova nella situazione che ben sappiamo. Detto ciò, io non so di preciso cosa offra questo corso, ma personalmente un taglio da 300 a 39 euro già mi farebbe un po’ pensare. Vogliamo dire che abbassando i costi punta ad avere un numero più alto di adesioni? Ok, ci può stare. Ma cosa offre? Se sostiene di farti diventare wedding planner dopo 8 ore di lezione, bè allora secondo non è proprio onestissimo. Se parla di un’infarinatura sulla professione, allora magari si poteva chiamare seminario, no? Poi per carità, nulla vieta a una persona di alzarsi una mattina e decidere di aprire un’agenzia di wedding planner dopo aver fatto per 20 anni la parrucchiera piuttosto che l’avvocato! Non essendoci un minimo di disciplina per questa professione, tutto è possibile! Io mi ripeto dicendo che:
    1. confido nella capacità di valutazione delle persone, che sappiano capire se si trovano di fronte ad un’offerta (formativa, ma non solo) seria o “farlocca”;
    2. ho fiducia nel lavoro di corretta informazione che in molte hanno scelto di fare, me compresa. E forse più che corretta dovrei dire trasparente. A qualsiasi ambito si faccia riferimento, credo che la chiarezza sia sinonimo di serietà e garanzia.
    Ariscusate per il monologo, ma su questi argomenti ci si potrebbe stare ore a parlare 😛

  5. Antonella ha detto:

    Ci tenevo solo a fare una precisazione. Non è vero che non esista un ente che rilasci l’attestato di Wedding Planner
    Io personalmente ho la certificazione rilasciata dalla mia regione con tanto di timbro e logo della regione , della provincia, dello stato italiano e della comunità europea.
    Bisogna solo fare attenzione a chi si incontra.
    Il corso che feci a suo tempo durò 80 ore e l’ottenimento dell’attestato era soggetto al superamento di un esame suddiviso in prova orale e prova scritta.
    Purtroppo come sempre , vi sono miriadi di persone che promettono la luna.
    Grazie per l’attenzione

    • ilaria ha detto:

      Grazie Antonella, 80 ore costituiscono certamente un buon corso! Di dove sei? Se posso chiedertelo.
      In effetti ero a conoscenza di corsi effettuati con i progetti della Comunità Europea e forse mi sono espressa male, o un po’ troppo sinteticamente: intendevo che non esiste un ente certificatore di wedding planner, un wedding planner supremo, come dire? un’unione superiore di wedding planner…cioè, l’esame per notaio, per avvocato, per medico, si passano se dopo il giudizio di altri notai, avvocati, medici…Invece non esistono, per legge, wedding planner che possano certificare la formazione di altri wedding planner…ecco, questo volevo dire.
      Parliamo di due certificazioni diverse.
      Certo che l’attestato che hai tu, dovrebbe avere senza dubbio un valore superiore, sia per il tipo di certificazione che per il numero di ore 🙂
      Grazie a te per l’intervento, ila

  6. Barbara Bellina ha detto:

    Ho una domanda, anch’io sono stata una “vittima” di questi corsi.. e mi piacerebbe intraprendere un’attività del genere.. ma per fare un po’ di apprendistato come devo fare?
    Grazie

  7. Mascia Iurino ha detto:

    ciao 🙂 Mi chiamo Mascia, ho 18 anni e questo anno prenderò la maturità. Voglio studiare per diventare una wedding planner, dopo aver letto ciò che hai scritto, mi viene spontaneo chiederti: “Cosa dovrei fare?” Nel senso.. a chi mi devo rivolgere? Di chi mi dovrei fidare? Spero tanto in una tua risposta. Buona gionrata 🙂

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